Tu-tum, tu-tum, tu-tum, tu-tum.

Dormivi.
Così abbiamo sbirciato con calma quel musetto imbronciato e quel nasino dritto dritto, come quello della mamma.
Trentuno settimane, quarantaquattro centimetri.
Mentre pedalo sotto il cocente sole parigino di Place du Parvis mi arriva un messaggio: si è liberato un posto alla Casa del Parto Naturale AcquaLuce. Apriti cielo.
Lì lavora l’ostetrica che venne da noi la mattina del 29 maggio 2007. Lì contiamo di replicare l’indescrivibile esperienza della nascita del tuo fratellone. Perchè lì l’ambiente è come quello di casa nostra. Di casa tua.
A proposito di fratelloni, Leo non vede l’ora di conoscerti. È tutta mia – dice.
Mi piace pensare che in quel momento, due creature unite da sempre e venute al mondo in momenti distinti potranno finalmente ritrovarsi, che noi siamo solo il tramite per portarvi qui. Chissà, forse è davvero così. Non importa. Tanto impazzirò lo stesso.
A presto,
papà
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italic, irregular, bald.™

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