Let it slow.

Sono giorni in cui diverse metafore che hanno a che fare con il volo in mongolfiera si fanno strada sempre più spesso nei miei pensieri.
Non ho idea del perchè. O forse si.
Sono giorni densi, intensi. Progetti, scommesse, ma soprattutto scelte.
E paure, certo. E incertezze, tante.
Poi, qualche giorno fa (mi sono arreso all’idea che i post sono sempre meno in tempo reale, ma chissenefrega, l’importante è scrivere, mi serve) sono sprofondato in un bell’articolo di Bruno Giussani, sull’ultimo Wired. Intervistava un certo Piccard. Che non è il comandante dell’Enterprise, ma quasi.
E tra le tante cose belle che vi si possono leggere, c’era anche la risposta che cercavo da mesi.
… non si vola intorno al mondo per venti giorni in una navicella pressurizzata appesa a un pallone sospinto dai venti, guardando il pianeta dall’oblò, senza sviluppare una teoria sulla vita.
Bertrand Piccard vede nel volo in mongolfiera una splendida metafora. Come si dirige una mongolfiera? Sapendo che l’atmosfera è fatta di diversi strati di vento, che soffiano tutti in direzioni diverse. «Quindi se vogliamo cambiare traiettoria, dobbiamo cambiare quota. Nella vita, ciò significa salire a un livello psicologico, filosofico e spirituale più alto», dice Piccard. Come si fa? Come si traduce la metafora in qualcosa di più pratico e quotidiano? In mongolfiera è facile: basta lasciar cadere la zavorra (sabbia, acqua, equipaggiamento che non serve più, bombole vuote) e si sale. Ascoltiamo Piccard: «Penso che nella vita possa essere la stessa cosa.

La gente parla di “spirito pionieristico” pensando che i pionieri sono quelli che sviluppano idee nuove. Non è così. Le idee nuove sono facili da avere. I pionieri sono quelli che hanno il coraggio di buttare fuori bordo molta zavorra. Abitudini. Certezze. Convinzioni. Dogmi. Paradigmi. E quando lo facciamo la vita non è più solo una linea che si sviluppa in una direzione e in una dimensione: diventa l’insieme di tutte le possibili linee che vanno in tutte le direzioni, in tre dimensioni. Uno spirito pionieristico è quello che ci permette di esplorare tutti i modi di fare, di comportarsi, di pensare, per trovare quello che va nella direzione che desideriamo». Come il pilota della mongolfiera che cerca il vento giusto.
Non è facile sapere quale zavorra buttar via, e a quale quota salire. E spesso è un cammino paradossale. Durante una conferenza recente, Piccard ha raccontato un aneddoto rivelatore. Quand’erano in volo nell’Orbiter 3, i meteorologi un giorno chiesero a lui e Brian Jones di volare a bassa quota e lentamente. «Ma disobbedimmo, perché pensavamo che a quella velocità non saremmo mai riusciti a fare il giro del mondo. Così salimmo di quota e trovammo un jetstream che raddoppiò la nostra velocità. I meteorologi ci dissero di scendere subito; noi rifiutammo, eravamo fieri del nostro pilotaggio. Fin quando uno dei meteorologi mi disse: “C’è una bassa pressione alla vostra sinistra; se continuate così fra un paio d’ore virerete e finirete al Polo Nord.
Dimmi, visto che sei un pilota così bravo: preferisci andare molto velocemente nella direzione sbagliata, o lentamente nella direzione giusta?

Perché pubblico queste parole? Beh, perché è femmina.

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